Web Design
Sito per un'associazione culturale: cosa serve davvero
5 min di lettura
Le associazioni culturali hanno un problema che le aziende non hanno: parlano a tante persone diverse, con poche forze. Sullo stesso sito arrivano il genitore che vuole iscrivere il figlio al coro, il musicista che cerca il bando del concorso, l'insegnante che vuole portare un progetto nella sua scuola, il Comune che deve capire chi siete prima di darvi uno spazio. E dall'altra parte c'è un gruppo di volontari che il sito lo aggiorna la sera, quando ha tempo.
Per questo i siti delle associazioni finiscono quasi sempre in due modi: un volantino (bello, ma fermo all'anno in cui è stato fatto) o un archivio (c'è tutto, ma non si trova niente). Ecco cosa serve per evitare entrambi, con l'esempio di un sito che ho progettato: quello di Sette Note Romane, associazione musicale attiva a Roma dal 2013.
Partite dalle persone, non dalle attività
L'errore più comune è organizzare il sito come è organizzata l'associazione: un menu con tutte le attività, in ordine di importanza interna. Ma chi arriva non conosce la vostra struttura: cerca una cosa sola.
Prima di disegnare qualsiasi cosa, scrivete chi sono le persone che arrivano e cosa cercano. Per Sette Note Romane erano tre: genitori, insegnanti, musicisti. L'obiettivo che ci siamo dati era misurabile: ognuno di loro deve trovare quello che cerca in meno di tre clic. È un criterio semplice, ma decide tutto il resto: cosa va nel menu, cosa va in homepage, cosa può stare più in basso.
Un'attività, una pagina
Sette Note Romane organizza tre concorsi nazionali, ha un coro polifonico, fa progetti nelle scuole. Il vecchio sito metteva tutto insieme, e il risultato era che nessuna attività si capiva davvero.
Nel sito nuovo ogni concorso ha la sua pagina, e lo stesso vale per il coro, gli eventi e i premi. Sembra un dettaglio, ma cambia tre cose:
chi cerca un concorso trova subito date, scadenze e bando, senza leggere quello che non gli interessa;
ogni pagina può comparire su Google per la sua ricerca specifica, invece di competere con tutte le altre;
potete mandare il link giusto alla persona giusta, invece di "andate sul sito e cercate".
Per gli eventi che tornano ogni anno, come i concorsi o i premi, c'è un accorgimento in più: tenete sempre lo stesso indirizzo e aggiornate la pagina a ogni edizione, spostando le edizioni passate in un archivio. Così tutti i link che il concorso ha ricevuto negli anni, da giornali, scuole e altre associazioni, continuano a portare lì, e Google continua a riconoscerla come la pagina del concorso. Una pagina nuova ogni anno ricomincia da zero ogni volta. È lo stesso principio che ho usato per il sito del premio letterario Katundo Opera Seconda, pensato per essere aggiornato a ogni nuova edizione.
Aggiornabile da chi c'è, anche quando cambiano le persone
Nelle associazioni il sito lo gestisce chi ha tempo quell'anno. Poi quella persona cambia, e il sito si ferma. È il motivo principale per cui così tanti siti di associazioni mostrano ancora gli eventi di tre anni fa.
Due cose aiutano davvero. La prima è una struttura semplice: se per pubblicare un evento bisogna toccare cinque pagine, prima o poi nessuno lo farà più. La seconda è una formazione pratica, pensata per chi non è del mestiere, e possibilmente per più di una persona. Sette Note Romane oggi gestisce il sito in completa autonomia, grazie a una formazione dedicata al suo team.
Il sito è anche la vostra credibilità
Per un'associazione il sito non serve solo a farsi trovare: serve a farsi prendere sul serio da chi vi deve dare fiducia, cioè famiglie, sponsor, Comuni, enti che finanziano progetti. Una pagina "Chi siamo" chiara, con la storia, le persone e le attività, vale più di qualsiasi slogan.
C'è poi un aspetto pratico che molte associazioni scoprono tardi: chi riceve contributi pubblici sopra una certa soglia è tenuto a pubblicarli online, ogni anno. Verificate con il vostro commercialista se vi riguarda, e in quel caso prevedete fin dall'inizio una pagina "Trasparenza" nel sito: è molto più semplice che aggiungerla di corsa a giugno.
Farsi trovare, a partire da chi vi cerca già
Molte persone vi cercheranno per nome, dopo avervi visto a un concerto o sui social. Per loro bastano un titolo chiaro in homepage, con il nome dell'associazione e la città, e una scheda Google aggiornata se avete una sede. Per tutti gli altri contano le pagine delle singole attività di cui parlavamo sopra: il nome del concorso con la sua disciplina è una ricerca che qualcuno fa davvero, "associazione culturale" no.
E pensate al telefono prima che al computer: buona parte di chi arriva lo fa da un link condiviso su WhatsApp o sui social, quindi da uno smartphone, magari mentre fa altro. Se la pagina è lenta o il bando non si legge, lo perdete.
In sintesi
Un buon sito per un'associazione culturale non è quello con più contenuti, ma quello in cui ogni persona trova la sua strada in pochi clic, ogni attività ha il suo spazio, e chi lo gestisce riesce ad aggiornarlo anche quando cambiano le persone.
Brenda Pretorius, presidente di Sette Note Romane, ha descritto così il lavoro fatto insieme: "Cosimo ha saputo interpretare perfettamente la mia visione". Il progetto completo è qui.
Se gestite un'associazione, a Roma, a Taranto, a Grottaglie o altrove, e il vostro sito oggi è un volantino o un archivio, scrivetemi: la prima consulenza è gratuita, e spesso basta già quella per capire da dove partire.
Ti serve una mano?
Se stai pensando a un sito o a un progetto grafico, scrivimi: la prima consulenza è gratuita e senza impegno.